La Poesia è donna fin dalle origini

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La storia della poesia può essere messa in parallelo con la storia della produzione letteraria dell’uomo. Si tratta, infatti, di una delle prime forme di espressione letteraria utilizzata dall’uomo, inteso come essere umano, per manifestare stati d’animo ma anche per esercitare critiche politiche e sociali. Non è certo nuova, infatti, la frase che la penna può essere più pericolosa della spada. Tecnicamente possiamo definire la poesia come una forma d’arte che crea, con la scelta e l’accostamento di parole secondo particolari leggi metriche, un componimento fatto di frasi detti versi in cui il significato semantico si lega al suono dei fonemi.

La poesia, secondo alcune fonti accreditate, è nata prima della scrittura. Questo perché le prime forme di poesia erano orali, e fra queste forme possiamo citare come l’antichissimo canto a batocco dei contadini e i racconti dei cantastorie. Nei paesi anglosassoni la trasmissione orale della poesia era molto forte e lo è ancor oggi. Successivamente fu accompagnata dalla lira, strumento musicale utilizzato a quell’epoca. Anche nelle campagne italiane di fine 800, primi ‘900 la tradizione di tramandare forme orali di poesia, spesso dialettale, può essere considerata una forma primordiale di ars poetica.

La poesia è donna? Sembra di sì, almeno a giudicare dal fatto che la prima poetessa della storia di cui si abbia notizia fu la sacerdotessa sumera Enheduanna, vissuta nella Mesopotamia del XXIV secolo a.C. Nell’età romana la poesia si basava sull’alternanza tra sillabe lunghe e sillabe brevi: il metro più diffuso era l’esametro. Essa doveva essere letta scandendola rigorosamente a tempo, come previsto dalle regole della cadenza dell’esametro. Dopo l’XI secolo il volgare, da dialetto parlato dai ceti popolari viene innalzato a dignità di lingua letteraria, accompagnando lo sviluppo di nuove forme di poesia. Ci avviciniamo al periodo di Dante e Petrarca, quando la poesia si afferma come mezzo di intrattenimento letterario e assume forma prevalentemente scritta. La poesia parla solo d’amore? Non è vero e a tal proposito rafforza il nostro concetto l’affermazione, fine Quattrocento, del genere burlesco legato alla forma poetica intorno alla fine del quattrocento prese piede anche la poesia burlesca.

Nel XIX secolo, con la nascita del concetto dell’arte per l’arte, la poesia si rinnova e si libera da vecchi schemi: compaiono sempre più frequentemente componimenti in versi sciolti, che non seguono alcun tipo di schema e spesso non hanno nemmeno una rima.

Via via che la poesia si evolve, si libera da schemi obbligati privilegiando il contenuto alla forma.

Il concetto di poesia oggi è molto diverso da quello dei modelli letterari; molta della poesia italiana contemporanea non rientra nelle forme e nella tradizione, e il consumo letterario privilegia il romanzo e in generale la forma di prosa, spostando la poesia verso una posizione secondaria. Ma questo non vuol dire che il genere sia morto, anzi… gode di ottima salute.

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